Famiglie

la cura psicologica è un bene di tutti

Ciò che oggi appare più chiaro della famiglia è forse la sua pluralità di forme e di attori. Le famiglie appunto.

Se paragoniamo le configurazioni familiari attuali con quella di mezzo secolo fa, nel nostro paese, vediamo differenze che riguardano quasi tutti gli aspetti. La stabilità di allora verso l’instabilità attuale, l’omogeneità di status sociale e culturale con l’attuale disomogeneità di etnie, di religioni, di riferimenti culturali. La complessità dei processi di negoziazione, rottura e ricomposizione; i generi che la compongono e gli orientamenti sessuali presenti, il ruolo della donna e quello dell’uomo nel loro rapporto reciproco, nella funzione genitoriale e nel rapporto con il mondo esterno, lavorativo, amicale, formativo.

L’instabilità spaziale, fra migrazioni intercontinentali e semplici dislocazioni altrove, magari per esigenze temporanee.

Una cosa o due paiono essere stabili nel tempo, se non andiamo troppo indietro e se ci limitiamo al contesto occidentale: la scelta amorosa e la funzione, ancorché meno essenziale, di tipo generativo.

Solo queste brevi note sulla struttura familiare aiutano a capire come questo nucleo sociale possa avere esigenza di riflettere su sé stesso, possa generare tensioni e rotture traumatiche, possa produrre riparo e protezione ma anche costituire luogo di minaccia e di pericolo.

Le famiglie dunque, al di là della loro composizione anagrafica, costituiscono sistemi umani relativamente stabili a forte investimento reciproco, che svolgono in molti casi un ruolo educativo verso i bambini e gli adolescenti, e a volte verso i giovani adulti e di sostegno per gli anziani, un attore sociale difficilmente sostituibile, che genera molta parte della qualità evolutiva, della competenza psicologica ma anche della sofferenza.

Occuparsi di un soggetto relazionale senza occuparsi della sua famiglia sarebbe una contraddizione e quando ci si occupa di bambini e di adolescenti, ma anche di anziani, di adulti con bisogni particolari, la famiglia che li ospita entra spesso in maniera diretta anche nel processo di cura. In molti altri casi ci entra per il racconto che il paziente ne fa, quello della sua famiglia d’origine e quello della sua famiglia attuale e a volte di quella futura o parallela.

In alcuni casi le questioni in ballo riguardano talmente in profondità i diversi componenti del mondo familiare che il modo migliore per affrontarle è di farlo insieme, genitori e figli, nonni e nipoti, fratelli e sorelle, lavorando proprio sulle forme che la relazione fra loro assume e su quella che può assumere disincrostandosi da certe attese e negoziando su certe opzioni. Discutendo e pensando insieme, talvolta, ad uno o due terapeuti esperti di come le famiglie di oggi stanno insieme.